STAGIONE
SARA' ESTATE FINALMENTE
Anno 2026-27

25 settembre ore 20:30CELLULE RITMICHE / 1 -metamorfosi
creazione e voce Valeria Perdonò Live Electronics Giacomo Zorzi con la partecipazione straordinaria della voce di Alessandro Lussiana Consulenza Poetica Tommaso Di Dio Visual Content Editor Giulia Agosta curatela e organizzazione Mattia Sulimano produzione Marea Management e Il Menù della Poesia si ringrazia Fondazione Palazzo Te di Mantova CELLULE RITMICHE è uno spettacolo performativo tra reading, concerto elettronico e teatro di parola. Il titolo attinge all’immagine musicale delle cellule ritmiche: piccole unità che si ripetono, producendo una simmetria del ritmo e generando, attraverso la reiterazione, una possibilità di trasformazione. Il progetto nasce dalla necessità di allenarsi ad “ascoltare” - la musica, le voci, i punti di vista, tutto ciò che è diverso dal nostro standard di partenza ed è intorno a noi, e che spesso, purtroppo, per abitudine non vediamo, non sentiamo - con il bisogno di ricordarci il valore della memoria e delle radici, da custodire e celebrare per poter avere la consapevolezza di poter progredire, crescere, trasformarsi. Un concerto di poesia e un reading di musica elettronica, in una vera Jam in cui ci sono momenti di creazione e improvvisazione live.I linguaggi si fondono in una ricerca espressiva in cui la voce si muove tra citazioni poetiche e riflessioni autobiografiche in stile spoken word, la musica – tastiere, sintetizzatori e modulare – crea spazi di ascolto e sospensioni di concerto, le immagini attingono ad archivi personali, come ad aprire un diario di bordo, che possa essere sfogliato, riletto ma soprattutto condiviso e raccontato. Per tracciare nuove linee. Cercando cellule, come noi, con cui andare a ritmo. Qualsiasi sia il nostro.

9 e 10 ottobre ore 20:30DAMATRA
di e con Riccardo Dell’Orfano Milano, inverno del 62’, un giovane del Sud Italia arriva alla stazione Centrale. Potrebbe essere un pugliese, un calabrese, un siciliano, un campano, non importa. È finalmente arrivato a Milano, la nebbia gli dà il benvenuto. Comincia così una storia come tante; un ragazzo semplice e senza pretese sfida la sorte e dalle campagne del Sud Italia si inoltra nella grande metropoli. Nella sua storia ritroviamo antichi personaggi di una Milano sempre più lontana e sempre più bella; il General Cadorna, un gatto dal pelo rosso che vive sui barconi del naviglio, la Rosetta, che batte sia a piazza Vetra che a Porta Romana, i santi e gli ubriaconi delle vecchie osterie, la giovani lavandaie e le dolci sarte del naviglio grande in cerca di un moroso, tutta una città d’acqua dolce e di nebbia fitta, di cuori ingenui, giovani e desiderosi di un’altra vita nella bella Milano, una storia raccontata e cantata come si faceva una volta.

24 ottobre ore 20:30 DIVINE
di e con Danio Manfredini liberamente ispirato al romanzo di Jean Genet “Notre-Dame-des-Fleurs” disegni Danio Manfredini luci e audio Giacomo Giannangeli produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale Lettura scenica liberamente ispirata al romanzo Nostra Signora dei Fiori di Jean Genet, scritto nel 1944 durante il periodo di detenzione dell’autore a Parigi. Il romanzo esplora l’universo carcerario attraverso gli occhi del protagonista, lo stesso Genet, che racconta le vicende di Divine, Mignon e Notre-Dame-des-Fleurs. Manfredini estrae dal romanzo la storia di Louis Culafroy, un giovane che scappa da casa per condurre a Parigi una vita da travestito. Incontri con Mignon, un ladruncolo, e con Notre-Dame-des-Fleurs, un giovane assassino, segneranno in maniera indelebile la sua vita. Il canovaccio della sceneggiatura, scritto da Manfredini alla fine degli anni Novanta, è accompagnato dai disegni originali dell’autore, che fungono da storyboard per tracciare la parabola della vita di Divine. Un viaggio immaginifico in un mondo onirico, dove parole, schizzi e acquerelli si intrecciano per raccontare una storia di identità, desiderio e trasformazione.

6 novembre ore 20:30 SOTTO UNA LUNA DI CRISTALLOViaggio tra le ombre della vita e la luce della speranza
di Ilaria Berti e Alessio Tagliento regia Massimiliano Bozzoni con Ilaria Berti “Sotto una luna di cristallo” è uno spettacolo teatrale intimo, potente e luminoso che attraversa una vita intera senza mai trasformarla in lezione. Ilaria Berti porta in scena il proprio percorso umano e artistico come un alternarsi continuo di due stati dell’esistenza: il viaggio e lo stare. Il viaggio è il tempo dell’attraversamento, dell’attesa, della paura, del non sapere, dell'immaginare, del desiderare e del sorprendersi. Lo stare è il tempo della presenza, della consapevolezza, dell’incarnazione di ciò che è stato vissuto. Seduta, come su un sedile di un’auto, di un treno o di una panchina dell’anima, Ilaria racconta i passaggi cruciali della sua vita: l’infanzia segnata da un dolore assorbito troppo presto, l’adolescenza fuori posto, la scuola sbagliata, le partenze, l’amore, le crisi, la maternità, il teatro. In piedi, invece, il corpo prende parola: ogni esperienza diventa gesto, presenza, verità che non ha più bisogno di essere spiegata. Lo spettacolo intreccia racconto autobiografico, ironia delicata, profondità emotiva e spirituale. Si ride, si sorride, ci si commuove. Al centro dello spettacolo c’è una riflessione semplice e radicale: il dolore non è un errore da correggere, ma una tappa da attraversare. La vera minaccia non è la sofferenza, ma la rassegnazione. La bellezza non sta nell’evitare il buio, ma nel non smettere di sentire. Figura simbolica e concreta allo stesso tempo, la luna accompagna tutto il racconto come presenza silenziosa, testimone costante dei momenti di smarrimento e di rinascita. Sotto quella luna, Ilaria impara a restare, a scegliere, a diventare spazio per la vita che accade. Un inno discreto e potente all’essere umani. Con i propri limiti. Con il proprio coraggio. Con la propria irripetibile verità.

27 e 28 novembre ore 20:30
STALKING HEADS
di e con Maria Carolina Nardino e Alessandro Tacconi
Dai, dimmi di questo amore!
Quando, lui dice e lei non capisce.
Quando, lei dice e lui non capisce.
Quando, sei stato tu!
-No, tu!
-No, tu!
Tu! Tu! Tu! Tu!
Così s’interrompe la comunicazione, resta solo la confusione nella mente e nell’animo dei due amanti. Lo spaesamento lascia il posto ad altro: rabbia, vendetta, senso di disdetta.
Così quando lui ripete e lei non capisce… Quando lei ripete e lui non capisce… Il gioco si fa più duro, ma il maschio è più forte ossessivo persuasivo pervasivo. A lei cosa resta da fare: soccombere, accettare, pazientare, sperando che qualcosa possa cambiare? I maschi di oggi non sono più innamorati come quelli dei film. Certi uomini vogliono ancora i giocattoli come quando erano piccoli. E le donne? Aspettano sempre il principe azzurro? Basterebbe anche solo azzurrognolo!
Una messa in scena grottesca e spiazzante per trattare questo argomento rifuggendo ogni retorica.

12 dicembre ore 20:30
POETI IN MUSICA
di e con Patrizia Cirulli
alla chitarra il Maestro Renato Caruso
Patrizia Cirulli, cantautrice milanese dalla voce “insolita e straordinaria” come l'ha definita un giorno Lucio Dalla, quattro volte finalista al Premio Tenco e tre volte vincitrice del Premio Lunezia, porta in scena “Poeti in Musica”. La serata prevede l'esecuzione di brani tratti da tre album di Patrizia insieme ad alcune cover di grandi cantautori italiani. Il concerto, di particolare intensità emotiva, parte dalle poesie di grandi poeti musicati dalla cantautrice in forma canzone (Catullo, Quasimodo, Garcia Lorca, Merini, Eduardo De Filippo, Frida Kahlo, e altri), per poi arrivare a brani di grandi cantautori quali Francesco Guccini, Franco Battiato, Fabrizio de André, Rino Gaetano e altri, per una serata all'insegna della poesia in musica e della canzone d'autore che incontra la poesia.

22 e 23 gennaio ore 20:30
Benni Blues
da Stefano Benni
drammaturgia e regia di Enrico Ballardini
con Enrico Ballardini e Giulia D’Imperio
musiche di Enrico Ballardini
produzione Compagnia Odemà
In un locale dalle tinte noir, nasce e fiorisce l’amore tra Onehand Jack, contrabbassista nato con una sola mano, e la cantante non vedente Sweet Misery: un amore puro, incontaminato e tenace, perché anche nei luoghi più brutti si sognano cose grandi.
Un lungo Blues, che trasforma alcune delle più celebri poesie di Stefano Benni, in brani soul, alternandole al racconto dell’irriverente storia di Onehand Jack.
Scena e platea si trasformano in uno di quei luoghi metropolitani pregni del fumo delle sigarette e degli aromi del whisky, dove convivono povertà e ricchezza, grandi virtù e grandi vergogne. Suonato, recitato e cantato a due voci, i narratori si trasformano in portatori di bellezza, laddove sembra non ce ne sia più.
“Quando il blues prende il timone possiamo fare cose che neanche immaginiamo”, perché il blues simboleggia l’ Io più autentico che va ascoltato e assecondato per vincere sul male, qualsiasi apparenza assuma.
È quello che accade a Onehand Jack e Sweet Misery, che sono entrati in contatto col proprio cuore e hanno vinto su tutto con la propria fragile bellezza, la propria arte e l’intenso amore che li unisce.

12 e 13 febbraio ore 20:30 TUTTO VA COME... NON DEVE ANDARE “Lucide digressioni”
di e con Arturo Di Tullio Terzo millennio. Libere elucubrazioni, catastrofiche analisi di una società compromessa. Fuori dagli schemi del ventunesimo secolo, un uomo si trova a riflettere e a confrontare il proprio presente con il passato. Arturo di Tullio Autore, calca il palcoscenico con il suo sarcasmo proverbiale e la sua graffiante ironia con un testo originale, che prende spunto dalla quotidianità e dalla cronaca e che traccia un'analisi lucida e tagliente della nostra società in un susseguirsi esilarante di pensieri sull'oggi e su ieri. Spaccati di vita diventano denuncia in un irresistibile turbinio di suggestioni, umorismo e verità e si fondono in un perfetto gioco che conduce l’attonito spettatore verso una doverosa riflessione. L'irriverente punto di vista di un uomo “libero” che ricorda e racconta con feroce ironia i conformismi e i compromessi di una società allo sbando. Dalla cronaca alla politica, dalla Tv a valvole alla scoperta del genoma umano, dalla crisi economica agli inciuci politici, dal mondo del lavoro a quello del precariato, il viaggio di un Candido "politicamente scorretto" tra ladri e puttane, filosofi e preti, extracomunitari e informatici, uomini, donne e fluid gender…

5 e 6 marzo ore 20:30
CIRCE Una storia nuova
liberamente ispirato a Circe di Madeline Miller
di e con Monica Faggiani
voci, suoni e musiche originali Francesco di Tullio
abito di scena DOE
"Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero."
Le donne umiliate sembrano il passatempo preferito dei poeti.
Umiliate perché diverse, perché potenti, perché streghe, perché portatrici di un sapere antico che gli uomini non riescono a decifrare. E quella umiliazione passa ancora e sempre dal corpo.
E così Circe, ninfa anomala, più affine agli esseri umani cha agli immortali, viene punita ed esiliata sull’isola di Eea perché maga, perché pharmakos e quindi maledetta per il troppo sapere, il troppo conoscere, il troppo vedere.
Qui parte il mio racconto che, sulle orme della rilettura in chiave femminista che Madeline Miller ci regala nel suo splendido romanzo, narra il percorso di solitudine e scoperta di questa Dea Minore in cui la magia diventa strumento di conoscenza e autodeterminazione.
L’isola diventa uno spazio mentale più che fisico, luogo di trasformazione e rinascita. E da questa isola Circe ci parla di potere, di desiderio, di libertà e di identità.
Ci parla della violenza e della superficialità degli Dei, degli uomini che ha amato e che l’hanno amata, di ninfe trasformate in mostri, di uomini trasformati in maiali. E ci parla di Telegono l’irruento figlio, assetato di vita che niente potrà trattenere. E ci parla di Penelope, l’eterna rivale, in cui specchiarsi per riconoscersi e trovare insieme il proprio posto nel mondo.
Circe ha una storia ben più complessa e profonda di quella che ci ha tramandato Omero. Una storia nuova sul coraggio di diventare ciò che si desidera essere.

19 e 20 Marzo ore 20:30
PROMESSI SPOSI A PORTAR VIA - mattoni formato take away
scritta, diretta ed interpretata da Daniele Cauduro e Francesca Ricci
Opera che nasce dall’idea di raccontare in modo rapido e fruibile i classici della letteratura, i così detti “mattoni”. In un periodo storico in cui la società ha incrementato l’utilizzo dell’asporto.
Due aspiranti attori, che decidono di aprire un delivery di opere letterarie con la presunzione di portare la cultura a domicilio, non se la cavano poi così tanto bene… Devono incrementare le richieste, finalmente ne arriva una importante; “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. Ma siamo sicuri che i due saranno pronti a riassumere in 50 minuti l’intera opera letteraria?
Tutta la vicenda manzoniana, così ripercorsa trova vita in una nuova ed ironica contemporaneità. Tra incomprensioni, equivoci e trasformazioni dei due attori, i personaggi de I promessi sposi, Renzo, Lucia, do Rodrigo e tutti gli altri, vengono alla luce in modo apparentemente improvvisato e grottesco, sapendo però sorprendere per l’autenticità narrativa e la capacità, attraverso le risate di farsi ricordare.

9 e 10 aprile ore 20:30 EDNA CHE AMA LA PROLE
scritto da Luca Pollini
regia Silvia Beillard
con Cinzia Brugnola
produzione Re Nudo
Berlino Est, anni della Guerra fredda. Edna ha quarant’anni, vive sola e conduce un’esistenza apparentemente ordinaria, protetta da un muro che separa il mondo in due. Cresciuta in orfanotrofio, ha imparato presto a non chiedere spiegazioni. Ama le parole, ma non le usa; odia i numeri, eppure sono proprio i numeri il suo lavoro. Ogni giorno Edna presta la propria voce a una number station: una stazione radio segreta che trasmette messaggi cifrati a spie e agenti sparsi nel mondo. Lei legge sequenze di numeri senza conoscerne il significato. Non sa a chi siano destinati, né quali conseguenze possano avere. Gli ordini si eseguono. Sempre. Nella sua vita silenziosa e monotona l’unica gioia è Mark, il figlio ventenne, ribelle e inquieto, nato da una relazione clandestina con un alto ufficiale della frontiera. Mark rifiuta quel sistema che il padre – mai conosciuto – ha contribuito a costruire e che Eda, con la sua voce, continua a servire. Attraverso il racconto intimo di una donna qualunque, lo spettacolo porta in scena una pagina poco conosciuta della Guerra fredda e rende omaggio alle tante donne rimaste invisibili, voci senza volto che hanno lavorato nell’ombra, contribuendo silenziosamente agli equilibri e alle tensioni di un’epoca divisa. Un monologo intenso e necessario, in cui numeri che imprigionano e parole che liberano si confrontano, fino a trasformare la voce di Edna da strumento di obbedienza a fragile atto di coscienza.

7 e 8 maggio ore 20:30
CORPI
regia e drammaturgia Antonio Roma
con Dalia Aly, Sabrina Ligorio, Damiano Piva, Elisabeth Tonetto e Stefano Vannacci
disegno luci Filippo Borgia
musiche originali Filippo Borgia
Settantadue ore nell'attico di un regista milanese che ha attraversato un cancro, un matrimonio in agonia e una fame che non sa più chiamare amore. Cinque corpi – il regista, la moglie, l'amante, l'attore giovane, la ragazza – si cercano, si spiano, si feriscono, si scoprono in un soggiorno che diventa confessionale, ring e camera da letto. Il desiderio è sempre proiezione: silhouette intraviste attraverso un telo, camicie rubate e annusate, baci che non si sa se siano veri o solo prove generali. Corpi è un dramma sulla carne come ultimo documento di verità – su ciò che il corpo ricorda quando la parola ha smesso di funzionare – e sull'impossibilità di separare arte e desiderio, regia e controllo, amore e archivio.