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Park your Car

PARK YOUR CAR

di Israel Horowitz

con Elizabeth Annable

Gerardo Marinelli

Regia Elizabeth Annable

assistente e scene Francesca Brancaccio

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“Katleen 40 anni, Brakish, oltre 70.

Lui un professore sordo esperto e appassionato di musica.

Lei la sua nuova badante.

A legarli qualcosa di più che si svela lentamente, che esce soffuso dalle trame della storia, come un gomitolo di lana.

Cultura, abitudini, linguaggi diversi da amalgamare in un quotidiano dove la vecchiaia e la solitudine segnano le giornate di fatica alleggerite dalla giovinezza e dalla freschezza della nuova arrivata.

Nell’apparente immobilismo un succedersi fitto di rivelazioni, di verità di sentimenti.

La scrittura di Israel Horovitz, autore comntemporaneo americano, avvince per l’avvicendarsi rapido delle batture, alcune sentite altre sorde…

Un po’ come nella vita, quando a volte si fa finta di non sentire ma ..  ”

SINOSSI:

Gloucester, Massachusetts. Inverno.

Kathleen, vedova trentacinquenne, arriva a casa dell’anziano signor Brackish, ex-professore di musica e di inglese, in veste di sua badante.

Lui le spiega di essere sordo (ha un apparecchio acustico) e di avere massimo un anno di vita.

Con il passare dei mesi, i due iniziano a chiacchierare e conoscersi nonostante il malfunzionamento dell’apparecchio acustico, mentre Kathleen svolge le faccende di casa e Brackish legge il giornale seduto nella sua poltrona.

Kathleen racconta di suo marito, rivelando che lui è stato allievo di Brackish, da lui bocciato all’esame finale con uno zero, voto che impedisce l’accesso all’università.

Tra i brani di musica classica prontamente spiegati da Brackish, le sue lamentele da anziano e i piccoli disastri domestici di Kathleen, il tempo scorre e arriva l’estate. Un giorno, mentre Kathleen è ammalata e Brackish la accudisce come può, la donna rivela di essere stata anche lei allieva del professore, e anche lei bocciata con lo zero; come lei, anche suo padre, sua madre, e la maggior parte dei suoi amici hanno dovuto interrompere gli studi a causa del voto del professor Brackish. Mentre racconta tutto questo, Kathleen fa il nome della madre, e Brackish, turbato, esce. Quando torna, ha uno scatto di rabbia, in cui insulta la donna chiamandola con il nome della madre di lei.

Il giorno dopo, mentre l’uomo è senza apparecchio, Kathleen lo accusa di tutte le frustrazioni sue e della sua famiglia (tra cui il padre alcolizzato), poi lo insulta, anche se lui non può sentire.

Arriva l’autunno, ed ora è Brackish ad essere ammalato. È senza apparecchio. Kathleen, mentre lui non guarda, fa stridere più volte la puntina del giradischi sul vinile, per dispetto; l’uomo le grida di smetterla, rivelando così di aver sentito, e quindi di non essere sordo. A questo punto, Kathleen racconta di aver scoperto, ancora ragazzina, che sua madre aveva una relazione con il professore.

Qualche giorno dopo, Brackish chiede a Kathleen cosa scriva ogni volta che ha un po’ di tempo libero; lei, esasperata, spiega che sono lettere che raccontano questi ultimi mesi di vita del professore a tutte le persone che lei conosceva, che sono state bocciate e ora sono morte. Poi, chiede a Brackish di poter sostenere un altro esame finale, per vedere se avrebbe potuto passarlo.

Così, i due mettono in scena la prova d’esame: Kathleen la passa, con ottimi voti. Brackish rivela che sono le stesse domande che erano state rivolte a lui al suo esame, e che lui aveva ottenuto un voto più basso.

Di nuovo inverno. Dopo aver parlato con nostalgia delle donne della sua vita, avute o solo desiderate, e aver detto a Kathleen che amava realmente sua madre, Brackish muore nella sua poltrona, davanti agli occhi commossi di Kathleen.